L'ANP denuncia gli insediamenti a Gerusalemme Est come "un ostacolo ai
negoziati". Nuovi insediamenti coloniali anche in Cisgiordania

Il piano di Israele per la costruzione di 1.600 nuove abitazioni a
Gerusalemme est ''e' una decisione pericolosa e sara' di ostacolo ai
negoziati''. Lo ha detto all'AFP il portavoce dell'Autorita'
palestinese, Nabil Abu Rudeina. ''Consideriamo la decisione di
costruire a Gerusalemme est come una dichiarazione di fallimento degli
sforzi americani per il processo di pace prima ancora dell'inizio dei
negoziati indiretti'', ha aggiunto, sottolineando il fatto che
l'annuncio dei nuovi insediamenti sia giunto proprio il giorno della
visita nella regione da parte del vice presidente degli Stati Uniti,
Joe Biden. Israele aveva dato il via libera anche alla costruzione di
112 nuovi alloggi in un insediamento ebraico nella colonia di Beitar
Illit, in Cisgiordania, nonostante una moratoria, decisa dal governo
alla fine dello scorso anno, prevedesse il congelamento parziale delle
nuove costruzioni. Lo aveva reso noto due giorni fa il ministro
dell'Ambiente israeliano, Gilad Erdan, intervistato da una radio.