Bella figura facciamo con i nostri giovanier trovare casa ed un
lavoro decente,costretti ad andare nell'altra parte del mondo!
Ormai,chi puo'(le nostre giovani menti) se ne va dall'Italia,finche'
e' in tempo,e non viene preso dallo scoramento,nel vedere che un
"raccomandato" senza arte ne' parte(neanche uno straccio di carta,ma
solo appoggi politici..:-( )prende 12.000 € al mese,mentre i giovani
laureati(che non abbiano comprato la laurea...altrimenti sarebbero
sempre dei raccomandati!) non trovano lavoro,solo posti precari,dove
essere sfruttati per max 6 mesi,e poi buttati fuori,ed "avanti un
altro!"...

La coppia di trentenni: addio a stage, pochi soldi e tante difficoltà
«Noi, giovani laureati in fuga da Milano»
Alice e Matteo: costretti a lasciare, troppo inospitale e cara. In
Australia nuovo lavoro e affitto ragionevole

da un articolo di Rita Querzé del 10 marzo 2010 sul Corriere,a:
http://milano.corriere.it/milano/not...25457486.shtml

MILANO - Sono sogni di normalità quelli di Alice e Matteo. Trovare un
lavoro in linea con capacità e competenze. Avere presto culla e
passeggino in giro per casa. E — domani — fare vivere i propri figli
in un contesto sereno, sicuro, sano. «A Milano, la nostra città, tutto
questo era difficile da realizzare— raccontano oggi i due ragazzi —.
Abbiamo meditato per lunghi giorni, e notti, e ancora giorni. Poi
abbiamo deciso di emigrare in Australia». Trentuno anni lui, trenta
lei, sia Alice che Matteo si sono laureati a pieni voti nel 2004,
rispettivamente in Lingue e in Linguaggio dei media. «Poi ci siamo
infilati nel tunnel degli stage e dei contratti a termine», racconta
Matteo. «Sono entrato in un’agenzia di pubblicità come account a 250
euro al mese. Passati sei mesi mi hanno fatto un contratto a progetto
di altri sei mesi a 500 euro. Poi ancora un contratto. Finalmente mi
hanno assunto a tempo indeterminato a 1.100 euro, straordinari e
domeniche compresi». «A me è andata peggio — interviene Alice —. Ho
lavorato da precaria per un paio di siti internet. Farsi pagare era
un’impresa. Quindi ho ripiegato su un posto da segretaria a mille euro
al mese».

«L’idea dell’Australiaci è venuta perché subito dopo la laurea abbiamo
passato quattro mesi a Sidney per una vacanza lavoro», ricorda Matteo.
«Nel dicembre 2006, dopo un paio d’anni di frustrazioni post laurea,
abbiamo cominciato il lungo e complesso iter che regola l’emigrazione
in quel Paese — prosegue il racconto Alice —. Presto ci siamo convinti
che il massimo traguardo raggiungibile per noi a Milano era un lavoro
a tempo indeterminato da mille euro al mese ciascuno. Il che avrebbe
voluto dire destinare metà delle entrate familiari per l’affitto o il
mutuo di un appartamentino nell’hinterland. Con tutto il corollario
che ne deriva: due ore al giorno sui treni dei pendolari, figli
rimandati a data da destinarsi, stress e frustrazioni quotidiane».
Quando nel marzo del 2008è arrivato il via libera per un visto di tre
anni ad Adelaide, Alice e Matteo hanno passato qualche notte insonne.
Poi hanno deciso: «Partiamo». A giugno si sono sposati, poi hanno
preso l’aereo che li ha portati dall’altra parte del mondo.

A che punto sono oggi i loro sogni? «Alice ha un posto da segretaria a
2.100 euro al mese: sta facendo colloqui, è convinta di poter trovare
di meglio. Io insegno italiano all’università di Adelaide — racconta
Matteo —. Ci sono prospettive di stabilizzazione. Perciò mi sono
iscritto a un master on line dell’università Cà Foscari, così avrò più
possibilità di passare di ruolo. La retribuzione è buona: poco meno di
4.800 euro al mese. E qui la vita costa meno. Per dire, abitiamo in
una villetta a pochi passi dal mare e paghiamo l’equivalente di 900
euro d’affitto».
Alice e Matteo domattina spalancheranno le finestre e vedranno i
delfinigiocare con l’oceano. Ma adesso è sera, e con il buio non c’è
spettacolo della natura che protegga dalla nostalgia. «L’Italia ci
manca — dicono entrambi —. Ma stiamo iniziando le pratiche per il
visto permanente. Speriamo di ottenerlo presto, così nostro figlio non
dovrà aspettare per venire al mondo. Qui, nella terra delle
opportunità».

qualche commento:

felicemente via dall'italia10.03|15:32
matteo73
....bruttina l'invidia dei poverini rimasti ancora a vivacchiare a
Berlusconistan!!!!!! La verità è che quelli che se ne vanno è perchè
hanno competenze e capacità ossia i migliori...come tanti ricercatori
italiani all'estero che non ci pensano nemmeno a rientrare...

Noi, giovani laureati in fuga da Milano10.03|15:32
sampelle
E' invece possibilissimo. Salario medio in Australia zona Sidney per
segretaria o contabile si puo' aggirare attorno ai 40,000 AUD all'anno
che trasformati in euro sono circa 2255 Euri lordi al mese.


MILANO FA SCHIFO10.03|15:24
marco_bs
Spero che possiate vedere la realtà.. traffico, rumore, servizi
sociali nulli, spazi verdi indecenti, affitti sproporzionati ai
salari, attività culturale in caduta da anni.. sono pessimista? molto
meglio roma x quello.