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Discussione: Guerra navale - Film

  1. Marco S. Guest

    Re: Guerra navale - Film

    "Luchino" <luchino*luchino.com> ha scritto nel messaggio
    news:tvjip5tuf7psspftt630lu7ciajusn3379*4ax.com...
    > On Thu, 11 Mar 2010 01:41:53 +0100, "Marco S." <segma*tin.it> wrote:


    > >Mi sembra molto difficile trovare 10 buoni film di guerra navale.


    > allora la penuria che notavo in materia non è dovuta a mia
    > superficialità nella ricerca, nel corso degli anni :-(


    Secondo me no.
    Secondo me proprio manca a livello popolare una comprensione della vera
    guerra sul mare, cioe' che vada oltre lo schema del film di pirati o di
    "Operazione Sottoveste".

    > >- Tora, Tora, Tora
    > >- U-boot 96 / Das Boot


    > bellissimi, specie il secondo che per me rimane la pietra di paragone,
    > fra quello che ho visto.


    Infatti sara' certo noiossissimo per i "profani" che certo preferiranno il
    fantascientifico "U-571", in cui si sacrifica la realta' della guerra sul
    mare agli effetti "Flash Gordon": combattimenti con siluri non guidati tra
    sommergibili in immersione, i soliti idioti tedeschi che non riconoscono
    come ostile lo il sommergibile civetta (segnali di riconoscimento no ?),
    gente che comanda il somemrgibile in emersione stando al periscopio, ed una
    infinita' di altre amenita'...

    > >Al quinto posto ci metto una massa indistinta di discreti film del tipo

    "La
    > >battaglia di Midway", "Affondate la Bismarck", "Duello sull'Atlantico",

    ma
    > >tutti un po' didascalici e scontati.


    > la battaglia del rio de la plata l'hai vista?


    Giusto !
    Dentro anche lui !

    > >Non parlando di guerra, ma solo di operazioni navali in tempo di pace,

    sono
    > >anche belli film come "K19" [1] o "Allarme Rosso".


    > visti.


    > >Per gli antichisti sono certamente consigliabili i tre film sul Bounty,

    in
    > >particolare l'ultimo con Mel Gibson ed Anthony Hopkins ("Il Bounty"), a

    mio
    > >giudizio quello piu' equanime nel riproporre la vicenda, che il

    sottoscritto
    > >un po' conosce, essendosi letto tutti i testi delle deposizioni alla

    corte
    > >marziale pubblicati molto tempo fa in Marenco "Il viaggio e

    l'ammutinamento
    > >del Bounty".


    > io ho visto solo quello con brando, mi sa, che aveva se ben ricordo
    > un'impostazione decisamente "pro primo ufficiale".


    Infatti il vero Flechter Christian non era quel damerino interpetato da un
    Marlon Brando, peraltro decisamente troppo "sopra le righe".
    Si confonde la marina di re Giorgio con quella della regina Vittoria ! : )
    Il vero Christian veniva dalle coffe, aveva la carnagione molto abbronzata
    (come tutti i marinai, ma all'epoca non era certo segno di distinzione), era
    molto tatuato.
    Probabilmente non sarebbe mai riuscito a diventare ufficiale sul "Bounty"
    se, nei viaggi precedenti con Bligh, non fosse riuscito ad entrare nelle
    grazie del comandante (al processo alcuni testi riferirono che, all'inizio
    del viaggio, Christian si compiaceva di essere uno dei pochi in grado di
    "saper prendere" Bligh per il verso giusto).
    Nei successivi vari film sul "Bounty" si nota una lenta evoluzione verso un
    giudizio piu' equo.

    Nel film "La tragedia del Bounty" del 1935 un equipaggio di timidi
    seminaristi subisce per mesi inaudite angherie da parte di un bestiale
    Bligh-Laughton, finche' il secondo di bordo, un raffinato signore inglese
    interpretato da Clark Gable, non decide che il grande capo ha passato la
    misura, e quindi prende in mano la situazione, abbandonando su una barchetta
    l'orco cattivo, sbavante di rabbia.
    L'equipaggio timidamente ringrazia e si appresta a costruire, sotto la guida
    illuminata di Christian, una comunita' di "Eguali", modello per il mondo
    intero, dove non ci sara' mai piu' posto per i Bligh.
    Ci si aspetta di ritrovarli dopo molti anni su qualche sperduta isola del
    Pacifico, con lo sguardo rapito dall'estasi, ghirlanda al collo, a caccia di
    farfalle nel novello paradiso terrestre. Adieu Angleterre cruel !!!
    Un film che riprende un tema sorprendente ancora di attualita' negli anni
    '30 del secolo scorso: il cambiamento sociale, la fine dell'aristocrazia e
    degli autocrati, l'attenzione per la dignita' umana a prescindere
    dall'estrazione, il Mondo Nuovo che avanza: un tema che troveremo in altri
    film del periodo, primo fra tutti "La grande illusione".

    Nel secondo film "Gli ammutinati del Bounty" del 1962 (quello con Brando),
    il Bligh-Howard e' sempre uno stronzo micidiale, ma anche l'equipaggio
    comincia a far intravvedere i suoi limiti (cioe' i suoi stronzi : ).
    Sintomatico che nel film venga riportata una frase di Bligh (realmente detta
    da Bligh a Christian, prima di sbarcare per essere abbandonato in mare) che
    piu' o meno suonava cosi' "Io ho perso la nave avendo dalla mia l'autorita'
    della legge e del re: lei Christian non potra' contare nemmeno su queste".
    In effetti il Christian-Brando deve imporsi su un equipaggio indisciplinato,
    deve vegliare aiutato dalla sua donna per non essere sopraffatto dagli
    ammutinati, ma alla fine sembra che riesca a ricostruire una certa
    disciplina imponendo la scelta di fermarsi a Pitcairn e di bruciare il
    "Bounty". Le luci della sala si accendono e gli spettatori sperano per il
    meglio, visto che Christian e' bello, raffinato e buono come il pane. E
    gigione come Marlon Brando.

    il "Bounty" del 1984 (con Gibson e Hopkins) vede inizialmente un Bligh
    comandante positivo, alle prese con gli inevitabili limiti di molti membri
    dell'equipaggio: un pilota troppo timoroso del mare cattivo, un medico di
    bordo ubriacone... Questo Bligh trova in Christian, oltre che l'amico di
    lunga data, il marinaio esperto e coraggioso su cui contare per arrivare a
    completare la missione e quindi lo nomina primo ufficiale.
    Poi a Tahiti le cose si ingarbugliano: Bligh appare annichilito dalla
    liberta' sessuale dei nativi e non riesce a trovare un giusto modo di
    proporsi che, da una parte, salvaguardi il suo prestigio presso l'equipaggio
    e, dall'altra, gli permetta di non offendere i notabili locali. Quindi Bligh
    si rintana in cabina, limitando al massimo le sue presenze a terra,
    contando sul suo secondo, che in questo frangente appare certo piu' sicuro.
    Christian invece ragiona da semplice marinaio, quale era fino a poco tempo
    prima, godendosi le donne locali, mischiandosi con i marinai comuni e
    trascurando la missione principale di raccolta delle piante. Questo stato di
    cose scava inesorabilmente un fossato tra Bligh e Christian, oltre che
    demolire la disciplina dell'equipaggio. Quest'ultimo gode di una
    "ricreazione" veramente troppo prolungata nel paradiso del sesso libero, per
    poter poi tornare alla dura disciplina della navigazione d'altura. Se si
    aggiunge l'influenza metifica del guardiamarina Young sul debole Christian
    (Young diventera' alla fine il padrone incontrastato della comunita' degli
    ammutinati du Pitcairn, pare facendo addirittura uccidere Christian dai
    tahitiani), ci sono tutti gli elementi per spiegare l'ammutinamento.
    Ma in questa versione l'ammutinamento e' meglio attribuibile alla debolezza
    di Bligh, piuttosto che alla sua eccessiva ed ingiustificata severita', come
    si vuole nei film precedenti.
    Questa versione e' quella che corrisponde meglio alle risultanze del diario
    di bordo di Bligh e degli atti della corte marziale.

    > >2) Ricevendo alcune confidenze di ufficiali del K19 a favore di un
    > >ammutinamento contro Vostrikov, Polenin-Neeson inizialmente abbozza,
    > >lasciando a tutti l'impressione di considerare anch'egli come necessario
    > >esautorare il comandante. Quando pero' l'ammutinamento si conclama, per

    un
    > >po' mantiene il suo atteggiamento ambiguo cosi' da poter disarmare gli
    > >ammutinati, dopodiche' li fa arrestare, con le solite parole retoriche
    > >sull'onore e la disciplina.
    > >Secondo me anche questo non e' un atteggiamento degno di colui che era

    stato
    > >comandante e che gli ammutinati riconoscevano ancora come tale.
    > >Un ufficiale avrebbe dovuto essere piu' leale, associandosi apertamente

    al
    > >giudizio di incapacita' di Vostrikov e assumendosi quindi in prima

    persona
    > >la responsabilita' di destituirlo, ovvero stroncando sul nascere ogni
    > >iniziativa, quindi ordinando severamente ai suoi sottordini di

    abbandonare
    > >subito ogni proposito di ribellione e ogni lagnanza, pena le sanzioni
    > >militari previste in questi casi.


    > condivido, ed infatti mi sembra probabile che la realtà storica sia
    > stata differente, ma hollywood ha le sue esigenze, non trovi? :-)


    Temo proprio di si'.

    Ciao

    Marco

     

  2. LB Guest

    Re: Guerra navale - Film

    Strano film pacifista: tedeschi e americani che diventano amici per
    salvare la pelle e tornare a casa...
    A mio modestissimo parere, la ricostruzione delle condizioni
    "claustrofobiche" a bordo del sottomarino è fatta bene... con in più una
    epidemia di meningite, come se il resto non bastasse...

    Ciao

    --

    questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
    http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse*newsland.it

     

  3. Luchino Guest

    Re: Guerra navale - Film

    On Mon, 15 Mar 2010 02:26:57 +0100, "Marco S." <segma*tin.it> wrote:





    >Secondo me no.
    >Secondo me proprio manca a livello popolare una comprensione della vera
    >guerra sul mare, cioe' che vada oltre lo schema del film di pirati o di
    >"Operazione Sottoveste".

    bé, penso che valga anche per le campagne terrestri o aeree, i film
    che abbiano un certo "realismo" e un certo spessore sono ben pochi
    comparati alla solita roba esageratamente "hollywoodiana", sono
    apprezzati sono da una relativamente piccola élite. Secondo te a
    livello navale manca persino questa piccolissima élite? In Italia
    senz'altro (basti vedere la pochezza, no che dico, l'inesistenza delle
    edizioni italiane di tanti autori importanti su battaglie navali
    storiche...), ma altrove, specie nei paesi anglosassoni, non direi....
    Comunque è interessante notare di come, per quel che riguardo la wwII,
    ai consueti film anni 50-60 (cioè con le vicende "fresche") non ne sia
    seguito pressoché alcuno di oggi, cioè rivisto in prospettiva storica:
    in sostanza, i titoli anni 60 che abbiamo e avete citato nel thread
    sono anche gli unici esistenti, in buona sostanza.




    >Infatti sara' certo noiossissimo per i "profani" che certo preferiranno il
    >fantascientifico "U-571", in cui si sacrifica la realta' della guerra sul
    >mare agli effetti "Flash Gordon": combattimenti con siluri non guidati tra
    >sommergibili in immersione, i soliti idioti tedeschi che non riconoscono
    >come ostile lo il sommergibile civetta (segnali di riconoscimento no ?),
    >gente che comanda il somemrgibile in emersione stando al periscopio, ed una
    >infinita' di altre amenita'...

    I profani trovano noiosissimo persino caccia a ottobre rosso, malgrado
    per renderlo vivace sia stato implementato dal regista il nuovo
    concetto di "sottomarino da 30mila tonnellate che si manovra come un
    Cessna" :-))))) LOL
    (a me il libro piacque molto, ma il film, per quanto ben interpretato
    da connery che resta uno dei miei attori preferiti, fa -- è il caso di
    dire -- acqua da tutte le parti :-)





    >Giusto !
    >Dentro anche lui !

    parlando d'altro, io avevo un vaghissimo ricordo di un film, visto
    ormai in un'altra vita (saran passati trent'anni), che narrava del
    duello fra un cacciatorpediniere inglese e un sommergibile italiano,
    che si rifugiava a tangeri per poi doverne riuscire nelle consuete 72
    ore, malgrado i rispettivi ufficiali comandanti avessero avuto modo di
    far conoscenza e di apprezzarsi reciprocamente. Recentemente ho fatto
    lunghe ricerche in rete e penso di averlo trovato, trattasi di "finché
    dura la tempesta, del 1963. Tu l'hai visto? Com'è, vale la pena
    cercarlo o meglio lasciare dove stanno i ricordi di gioventù? :-))




    >Questa versione e' quella che corrisponde meglio alle risultanze del diario
    >di bordo di Bligh e degli atti della corte marziale.

    in sostanza vedrò di procurarmi quest'ultimo, ho capito :-)




     

  4. Ciabattone Guest

    Re: Guerra navale - Film

    Marco S., 02:26, lunedì 15 marzo 2010:

    > Ma in questa versione l'ammutinamento e' meglio attribuibile
    > alla debolezza di Bligh, piuttosto che alla sua eccessiva ed
    > ingiustificata severita', come si vuole nei film precedenti.
    > Questa versione e' quella che corrisponde meglio alle
    > risultanze del diario di bordo di Bligh e degli atti della
    > corte marziale.



    Ma il diario di bordo se l'è portato dietro sulla lancia?


    --
    Non ho fatto il
     

  5. Marco S. Guest

    Re: Guerra navale - Film

    "Ciabattone" <allebombedelcanon*bim.bum.bam> ha scritto nel messaggio
    news:4b9ec371$0$1108$4fafbaef*reader4.news.tin.it. ..
    > Marco S., 02:26, lunedì 15 marzo 2010:
    >
    > > Ma in questa versione l'ammutinamento e' meglio attribuibile
    > > alla debolezza di Bligh, piuttosto che alla sua eccessiva ed
    > > ingiustificata severita', come si vuole nei film precedenti.
    > > Questa versione e' quella che corrisponde meglio alle
    > > risultanze del diario di bordo di Bligh e degli atti della
    > > corte marziale.


    > Ma il diario di bordo se l'è portato dietro sulla lancia?


    Non ho sottomano gli atti del processo, ma mi sembra di ricordare che il
    giornale di bordo era tra i documenti che Bligh aveva ottenuto di portare
    con se.
    Il diario di bordo del viaggio del Bounty (che si interrompe con
    l'ammutinamento) e' stato anche pubblicato e allegato agli atti della corte
    marziale: non credo che Bligh avesse una memoria cosi' portentosa da
    ricordarsi da abbinare con assoluta precisione decine di fatti con le
    rispettive date.
    Nel film "Il Bounty", Bligh addirittura sbarca dalla lancia a Timor con
    sottobraccio il diario di bordo: sa bene che e' il documento piu' prezioso
    per cercare di discolparsi dalla grave imputazione di aver perso la sua
    nave.

    Ciao

    Marco


     

  6. Giuseppe Guest

    Re: Guerra navale - Film

    ..
    > Inoltre parzialmente in topic è anche Elizabeth il primo in cui viene
    > ricostruita (però non a livelli eccelsi bisogna dirlo, come immaggini,
    > ma a livello straordinario come racconto) la battaglia degli inglesi
    > contro l'impero cattolico spagnolo.- Nascondi testo citato


    Scusate mi sa che è il secondo Elizabeth quello di cui parlo...
     

  7. Albion of Avalon Guest

    Re: Guerra navale - Film

    Il 22/03/2010 16.04, Giuseppe ha scritto:
    > .
    >> Inoltre parzialmente in topic è anche Elizabeth il primo in cui viene
    >> ricostruita (però non a livelli eccelsi bisogna dirlo, come immaggini,
    >> ma a livello straordinario come racconto) la battaglia degli inglesi
    >> contro l'impero cattolico spagnolo.- Nascondi testo citato

    >
    > Scusate mi sa che è il secondo Elizabeth quello di cui parlo...


    Queste ricostruzioni delle gesta di Drake e soci mi sfuggono.
     

  8. Mezzomatto Guest

    Re: Guerra navale - Film


    "Marco S." <segma*tin.it> ha scritto nel messaggio
    news:4ba7f019$0$828$4fafbaef*reader5.news.tin.it.. .

    > Scandalosa poi la ricostruzione dell'attacco dei brulotti inglesi
    > all'Armada
    > al largo di Calais, che si vuole un inferno di fuoco, quando ormai tutti
    > gli
    > storici britannici, da Howarth a Konstam, sprecano parole di elogio per il
    > modo ordinato e disciplinato con cui la flotta spagnola abbandono'
    > l'ancoraggio notturno, con minimi danni


    Però, se non erro, per salpare in fretta, dovettero tagliare le gomene delle
    ancore maggiori, per cui non riuscirono più ad ancorarsi sui bassifondi al
    largo dell'Olanda. Qui avrebbero potuto attendere venti più favorevoli per
    tornare agli ancortaggi di Calais. Invece, non potendo ancorarsi, furono
    sospinti verso nord e dovettero giocoforza rassegnarsi alla fatale
    circumnavigazione delle isole britanniche. Il maggior risultato dell'attacco
    dei brulotti credo che sia proprio stato questo.

    > Non venne comunque distrutta nemmeno dal maltempo e dagli errori di
    > navigazione, tanto che gli spagnoli ci riprovarono.


    Quando?

    G. De M.
     

  9. Marco S. Guest

    Re: Guerra navale - Film

    "Mezzomatto" <giuseppe.demicheli*fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
    news:nsSpn.143205$813.42394*tornado.fastwebnet.it. ..

    > "Marco S." <segma*tin.it> ha scritto nel messaggio
    > news:4ba7f019$0$828$4fafbaef*reader5.news.tin.it.. .
    >
    > > Scandalosa poi la ricostruzione dell'attacco dei brulotti inglesi
    > > all'Armada
    > > al largo di Calais, che si vuole un inferno di fuoco, quando ormai tutti
    > > gli
    > > storici britannici, da Howarth a Konstam, sprecano parole di elogio per

    il
    > > modo ordinato e disciplinato con cui la flotta spagnola abbandono'
    > > l'ancoraggio notturno, con minimi danni


    > Però, se non erro, per salpare in fretta, dovettero tagliare le gomene

    delle
    > ancore maggiori, per cui non riuscirono più ad ancorarsi sui bassifondi al
    > largo dell'Olanda.
    >Qui avrebbero potuto attendere venti più favorevoli per
    > tornare agli ancortaggi di Calais.


    Dove, beninteso avrebbero ritrovato le vecchie ancore, che Howarth ci
    descrive come filate, ma contrassegnate da gavitelli o da grippiali.
    Poi non esagerei nemmeno sulla limitatezza della ancore di posta, visto che
    i fondali delle Fiandre dovrebbero essere buoni tenitori: forse la questione
    era anche la forza del vento e i frangenti che sui bassifondi sollevava.
    Inoltre le Fiandre erano anche sconsigliate per la presenza dei ribelli
    olandesi (i "pezzenti del mare") che piu' o meno stavano anche bloccando il
    Duca di Parma.

    >Invece, non potendo ancorarsi, furono
    > sospinti verso nord e dovettero giocoforza rassegnarsi alla fatale
    > circumnavigazione delle isole britanniche. Il maggior risultato

    dell'attacco
    > dei brulotti credo che sia proprio stato questo.


    Hai perfettamente ragione.
    L'Armada si trovo' in una situazione critica, ma non si puo' assolutizzare
    solo questo problema.
    Gli spagnoli non stringevano il vento come gli inglesi, ma non erano neanche
    della fisalie in balia del vento.
    Ho appena ricordato che, subito dopo l'abbandono dell'ancoraggio, furono
    in grado di ricostruire la loro formazione nel corso della battaglia di
    Gravelines, tenendo complessivamente testa agli inglesi.
    La situazione critica che descrivi si riproduce in due fasi, essenzialmente
    dopo questa battaglia, prima con il forte vento da nord, che sospinge
    l'Armada verso i banchi della Fiandre, poi con il vento da sud-ovest, che la
    sospinge verso il Mare del Nord, situazione particolarmente sfavorevole
    anche perche' si sommava alla corrente.
    Queste difficolta' potevano comportare la scelta di cercare di reggersi di
    bolina, perdendo meno cammino possibile, o piuttosto "gettare la spugna",
    prendere il largo e tornare a casa, circumnavigando le isole britanniche,
    visto che non potevi pensare di attraversare la Manica bolinando per due
    settimane, con le navi provate e cariche di feriti, andando in bocca alla
    flotta inglese che invece usciva fresca e rifornita dalle sue basi.
    Certo se Sidonia avesse avuto notizia dell'approntamento del Duca di Parma,
    poteva puntare a reggersi nel vento, perdendo meno cammino possibile, ma a
    che pro assoggettarsi a questa ulteriore prova, se aveva la certezza che
    invece Parma non era per niente pronto ? [1]
    Quindi e' il complesso delle circostanze, non solo le condimeteo, che
    determinarono le scelte di Sidonia e del suo stato maggiore, che mi pare fu
    in grado di riunirsi in consiglio sul "San Martin" di Sidonia, per prendere
    la decisione.

    [1] Mi pare che Sidonia avesse notizie di prima mano dal comandante delle
    sue pinacce "esploranti", Gil, che si era incontrato nella Fiandre con
    Parma, ricevendone una pessima impressione, sia dal tenore dei suoi
    discorsi, sia dal penoso stato di approntamento dei natanti da trasporto,
    valutato con marinaresca competenza equivalente a zero da Gil.
    Insomma non e' che a bordo dell'Armada, da un certo punto in poi, si
    facessero molti illusioni sulle possibilita' di successo della missione...

    > > Non venne comunque distrutta nemmeno dal maltempo e dagli errori di
    > > navigazione, tanto che gli spagnoli ci riprovarono.


    > Quando?


    Se ben ricordo, a partire dal 1597, Winston Graham rileva che gli spagnoli
    predisposero altre tre "armadas" contro l'Inghilterra, prima di rassegnarsi.
    Nessuna pero' fece cosi' tanta strada quanto la prima, questo va detto.

    Ciao

    Marco


     

  10. Albion of Avalon Guest

    Re: Guerra navale - Film

    Il 23/03/2010 1.57, Marco S. ha scritto:

    Concordo su tutto.

    > Se ben ricordo, a partire dal 1597, Winston Graham rileva che gli spagnoli
    > predisposero altre tre "armadas" contro l'Inghilterra, prima di rassegnarsi.
    > Nessuna pero' fece cosi' tanta strada quanto la prima, questo va detto.


    Mentre la prima armada è del 1588.
    Una di quelle seguenti fu addirittura più numerosa.
    Ma tornando all'affermazione:

    "Non venne comunque distrutta nemmeno dal maltempo e dagli errori di
    navigazione, tanto che gli spagnoli ci riprovarono."

    L'Armada venne decimata, quanti furono i galeoni che tornarono su quelli
    partiti? Vado a memoria ma su 130 navi spagnole (ed alleati) partite 53
    tornarono. Un 3 non tornarono per mano inglese ed il resto per via del
    mal tempo. Quelle che tornarono spesso erano in condizioni pietose.
     

  11. Marco S. Guest

    Re: Guerra navale - Film

    "Albion of Avalon" <Albionsmails*gmail.com> ha scritto nel messaggio
    news:hoa0mc$u4c$1*news.eternal-september.org...
    > Il 23/03/2010 1.57, Marco S. ha scritto:
    >
    > Concordo su tutto.


    > > Se ben ricordo, a partire dal 1597, Winston Graham rileva che gli

    spagnoli
    > > predisposero altre tre "armadas" contro l'Inghilterra, prima di

    rassegnarsi.
    > > Nessuna pero' fece cosi' tanta strada quanto la prima, questo va detto.

    >
    > Mentre la prima armada è del 1588.
    > Una di quelle seguenti fu addirittura più numerosa.
    > Ma tornando all'affermazione:


    > "Non venne comunque distrutta nemmeno dal maltempo e dagli errori di
    > navigazione, tanto che gli spagnoli ci riprovarono."


    > L'Armada venne decimata, quanti furono i galeoni che tornarono su quelli
    > partiti? Vado a memoria ma su 130 navi spagnole (ed alleati) partite 53
    > tornarono. Un 3 non tornarono per mano inglese ed il resto per via del
    > mal tempo.


    Konstam "The Armada Campaign 1588" Osprey, ci riporta il seguente "ordine di
    battaglia" dell'Armada: 103 unita' maggiori (caracche, galeoni, galeazze,
    olche da trasporto) piu' 38 unita' minori (di cui 34 sotto le 100 tonnellate
    di stazza, caravelle, pinacce, feluche), per un totale di 141 unita'.
    Delle 103 navi maggiori, 40 sono individualmente classificate come
    "perdute", le altre sono individualmente classificate come "rientrate".
    Delle 38 unita' minori, "almeno" 11 sono considerate perdute.
    Quindi, tra le unita' maggiori, le perdite sono quasi al 39%, mentre tra le
    unita' minori sono di "almeno" il 28%. (chiaramente le perdite in unita'
    minori potrebbero essere molto di piu', ma il loro peso e' comunque meno
    significativo; va comunque osservato che delle 4 unita' della squadra
    superiori alle 100 tonnellate, ben due vanno perdute).
    Mediamente le perdite complessive dell'Armada nell'intera campagana sono al
    36%.

    >Quelle che tornarono spesso erano in condizioni pietose.


    Come tu chiaramente alludi, la flotta spagnola non era omogenea, perche' era
    formata dalla combinazione di squadre provenienti dalle province
    "atlantiche" o prevalentemente "atlantiche" (Squadra del Portogallo, Squadra
    di Biscaglia, Squadra di *********, Squadra di Guipuzcoa, Squadra
    dell'Andalusia) con squadre tipicamente "mediterranee" (Squadra del Levante
    e Squadra delle Galeazze, che comprendeva anche unita' napoletane).

    Howarth rileva che, nella tempesta al largo dell'Irlanda, le navi
    "mediterranee" soffrirono moltissimo la serie infinita e martellante dei
    tremendi colpi di mare atlantici, che spesso arrivava gradatamente ad
    "aprirne" i comenti del fasciame, cosicche' anche unita' ben condotte e poco
    danneggiate in battaglia, si erano comunque trovate in pericolo di
    affondamento.

    Pare che la navi migliori, come tenuta di mare, fossero invece i galeoni
    portoghesi di Sidonia, che comunque ebbero anche loro qualche perdita
    perche', nelle varie fasi della campagna, la Squadra del Portogallo aveva
    sempre fatto da scudo all'intera Armada, che essendo molto disomogenea,
    abbisognava di molto tempo per rischierarsi e fronteggiare le manovre delle
    navi inglesi, mediamente piu' agili (in particolare i mai abbastanza lodati
    galeoni "race-built").
    Quindi i galeoni portoghesi piu' danneggiati soffrirono anche la tempesta.

    Merita comunque fare un confronto tra le perdite delle diverse Squadre:

    Portogallo: su 12 navi, di cui 10 galeoni, perde 3 galeoni (perdite 25%)
    Biscaglia: su 13 navi, in gran parte caracche, ne perde 4 (perdite 31%)
    *********: su 16 navi, di cui 11 galeoni, ne perde 5 (perdite 31%)
    Andalusia: su 11 navi, quasi tutte caracche, ne perde 3 (perdite 27%)
    Guipuzcoa: su 14 navi, quasi tutte caracche, ne perde 7 (perdite 50%)
    Levante: su 10 navi, tutte caracche, ne perde 6 (perdite 60%)
    Galeazze: su 4 navi ne perde 2 (perdite 50%)
    Olche (convoglio logistico): su 23 navi ne perde 10 (perdite 43%).
    Unita' minori: come gia' visto, perdite al 26%.

    Quindi, con la significativa eccezione della squadra di Guipuzcoa, priva di
    galeoni, le perdite della squadre "atlantiche" sono significativamente
    inferiori alla media del 36%, mentre le due squadre mediterranee (Levante e
    Galeazze) e quella delle olche (quest'ultima con molte unita' provenienti da
    mari chiusi come il Mediterraneo ed il Baltico), hanno perdite
    significativamente superiori alla media.

    Ciao

    Marco









     

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